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Ti ho vista sotto il sole di mezzogiorno
la tua pelle sbiancata, specchio della tua anima
non ti riconoscevo più, ma ci sei sempre
sei il sale dei miei ritmi
tra le stelle, nel cielo tutto buio, brillava
solo la tua, conchiglia sulla spiaggia tenera
sei il mio angelo nel mio sogno incubo.
Non ti ho perduta: sei l’occhio luccicante
la collana reale sul mio nudo collo,
il tuo dolce sguardo, infinito cammino che insegna,
sei l’insegna nel mio cuore oscuro.
Luce gioiosa, cadenza cristallina
il tuo sguardo mi risvegliava nel silenzio della notte
la tua ombra m’accompagnava nelle piramidi degli spiriti
l’universo accoglieva i miei sorrisi e i miei pianti
le mie labbra cantavano la tua voce di miele
ai piedi del tuo sguardo, ti guardavo come la notte,
ricca come la roccia, acqua benedetta.
Guardavo il mondo da un occhio solo:
mi sono bagnato e purificato
e da due occhi, contemplavo l’oceano, i vulcani e il mare
tutto l’universo testimoniava la tua sobrietà virtuosa.
Ti ho appesa nella galleria dei miei colori
e custode del tempio delle maschere, ti lodo:
sei la galassia, mi tuffo
nel pozzo dove sgorga l’acqua
miele, seme nel mio prato verdeggiante.
Nelle tue braccia mi perderei nelle onde del tuo profumo
sei la pioggia purificatrice delle mie aride mani
la tua voce, vero canto, altalena come colomba.
Aida,pronuncio il tuo nome sette volte

sei chioma e ombra
ti sei vestita della notte
ed eccoti annientare il silenzio delle tenebre
hai sposato il cielo
ed eccoti volare nei cieli della concordia
hai conquistato il polso della solitudine
nome che illumina gli occhi
il tuo nome è fogliame freschezza
covavi i tuoi figli
sogno di dipingere i pilastri del tuo nome
le tre sillabe dai piedi d’oro
lo specchio ha resistito alle tempeste d’estate
il sorriso radioso ha stroncato le tenebre
sbocciano gli alberi corallo
sotto il sole ardente bagnato dal tuo sudore, sacrificio
della tua intera vita.
Che nome, il tuo!
il tuo nome rinasce infine scortato da stormi
di uccelli di umiltà.
All’alba, in mezzo al mio giardino, sei l’albero
il tuo piede il ramo, la radice, la linfa che allatta
nutre la bocca innocente
il profumo che non marcisce
aroma di pietà.
Sei luce perenne,
vocale che partorisce le consonanti
parola che legge il silenzio del vento
carezza del linguaggio
è solo a te,
latte leale,
solamente per te
compongo la vera canzone
melodia per addormentarti
sinfonia in tuo onore
oboe di tenerezza.

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