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Aria fugace
nel ruscello,
glu, glu, glu,
qua e là
bella musica
che rinfresca
la mia mente;
aria pura,
nutriente
dell’orticello,
glu, glu, glu
là e qua,
acqua
aria che finisce
nelle radici
nelle pianure
nelle piante,
aria fluida
che corre,
corre nel cuore
fila, fila
qua e là,
acqua
come un serpente
nelle onde,
curve colorate,
ma quando passa
attraversa sempre
il suo dritto
cammino.
Donde viene?
In una grotta!
Sentire, sento
un canto diverso
sulla spiaggia
del lago
sulla riva
del fiume,
sulle coste
del mare
come nella roccia,
come nella neve
come sotto la pioggia.
Sento il silenzio
assordante,
scrosciante
sento
l’effluvio fresco
dell’aria.
Tutto riprende,
ma ho sete;
tutto tace,
ma voglio
riempire
le mie bottiglie
e marciare
e camminare
e correre
e ancora a sfilare;
tutto intimorisce,
ma voglio
inondare di gioia
il mio cuore,
la voglia di
galoppare
le onde ancora
sopra le dune,
scavare
le montagne
al tramonto
del sole d’estate.
Alla prima mattina
mi prendo il mio ago
per cucire
i tessuti del lago;
alla prima mattina
canto il canto
della pioggia
che giunge
in forma di versi
che diventa poesia,
alla prima mattina
l’alba diventa
la mia fonte:
l’innata fontana;
alla prima mattina
non mi serve più
l’ombrello, mi sento
protetto
sono il tetto
la vitalità della vita.

http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_09_37-section_1-index_pos_6.html

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