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Tolleranza

Poesia vincitrice del Premio Jerry Masslo Prima Edizione 2010 Cgil/ Flai

Quando la vidi arrivare
dall’andatura fiabesca
portava nella sua mano una luce
fiamma di lume che apriva il mio cuore
illuminava il mio vano, il mio rifugio diventava soleggiante
vivibile e profumato di fragranza
lei era l’ospite e non la straniera
con lei ho acceso la tenerezza e sciolto le nubi
della dissidenza e della disgrazia
lei rimarrà sempre nelle scritture dei miei ricordi

camminando ho raccolto il rosario,
la collana della mia fede
al di là degli oceani, ho saputo cantare con gli altri
al di là dei mari e delle montagne, ho cantato la dolcezza
al di là dei confini, ho respinto l’odio
inumato il livore e nel lungo mare dell’amore fraterno
mi sono addormentato nei calori delle sue carezze

adesso sfido il vento della discordia
e mi farò la capanna di pace
tesserò il tetto con i fiori del deserto
e ogni mia saliva annaffierà i cuori sofferenti

innalzerò ad Amsterdam, Nantes, Bordeaux
la statua della pace per ricordare la sofferenza
degli schiavi neri venduti e umiliati

purificherò Rio De Janeiro e Rosarno
Cuba e Castel Volturno
sdraiato sulle coste di Lampedusa
ricorderò le sofferenze dei popoli neri
il mio respiro si alzerà nelle trombe del Jazz
per nutrire il ventre dei ritornelli

partorirò l’unica parola nelle barche negriere
nelle coltivazioni nei caraibi dove le lacrime innocenti
hanno riempito il sogno dei potenti
loderò le vene dei degni, le glorificherò
perché il loro sudore ha irrorato i nobili giardini

pianterò a Gerusalemme, Gaza e Palestina
l’albero della tolleranza e aprirò gli occhi dei profughi
di Darfur e del Congo

tolleranza, sei vergine
robusta come le radici del baobab
ti porto sulle mie spalle
poiché sono il figlio dell’arco
drappeggiato dal mio tempio
sei il cuore, il sacro cuore
sei il sangue, il canto
il fuoco fulminante
cantami la canzone per poterti
stornellare nel nido della meraviglia
l’inno della gloria
sei la purezza, il vulcano eruttivo
il braciere delle meteore
il granaio delle metafore,
il tuo nome è già una scintilla
che accende l’ombra – frescura
ogni tua sillaba è una pagina,
ogni tua pagina è storia
ogni tua storia è tempo,
ogni tuo tempo è percorso
sei anafora e anfora
il tuo tragitto è tracciato nel barlume della speranza
scolpito nelle tue labbra lunari
incrostato nella corazza delle tartarughe
muraglia del tuo corpo,
il tuo sorriso salmodia il cuore della neve
sciolto, apre il polmone dell’universo
il tuo nome unisce,
sei l’arcobaleno amante dei colori
sei nera, la purezza della vita
sei rossa, l’amante delle notti fertili
sei gialla, il colore dell’anima libera
sei bianca solare come il sole d’estate
sei la colomba, figlia della bontà
ti darò l’alessandrino e desta il verso dorato
nei percorsi della felicità
sappi che la mia lingua non ha confini
la mia nascita non conosce le frontiere
ti canto e ti rivesto di odi
e vorrei che la luna ti seguisse
nei perimetri dell’amore

costruirò in ogni angolo del mondo chiese e cattedrali
moschee e monumenti, ponti e piramidi
presterò le mie orecchie al campanile
e al canto del muezzin
ogni popolo reciterà la sua libertà
nella cima dei desideri per improntare l’amore
nei sentieri orgogliosi della dignità umana

seduto fra mille lingue,
reciterò mille preghiere
scandirò mille volte il tuo nome
morderò tifoni e tempeste
per scolpire la vera parola all’alba della tregua
che appenderò ovunque

parlo solo per te, sei la donna che voglio sposare
la tua bocca ha l’aroma languido
il tuo sguardo è la mia dimora,
il tuo respiro attizza il fuoco del tuo profumo
nasci nel ventre del ritmo e nei passi della cadenza

infine sogno una terra dove le lingue si intrecciano
per figliare la pace e l’amore
alzo il tuo nome, la mia bandiera
seppellirò inni e oneri dei re
poiché il tuo regno è l’unico impero

la lingua che sgrana i tuoi vocaboli è santa
e sarà santo chi si tufferà nell’inchiostro della tua anima
il fiume purificatore nelle nuove albe

alla grande alba le onde misericordiose cingeranno
le spiagge sete di pace e di tolleranza

voglio però seminare il tuo nome
nell’orto del mediterraneo.

Tolleranza : si precisa che il titolo Tolleranza è stato utilizzato solamente come licenza poetica.

Cheikh Tidiane Gaye

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